EDUCAZIONE ECOLOGICA E SCUOLA: DIALOGO A PIU’ VOCI PER UN FUTURO PIU’ GIUSTO

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Le crisi multidimensionali e multisettoriali che stanno compromettendo le stesse basi biologiche, e quindi etiche, di ogni attività umana, hanno bisogno di risposte sistemiche, radicali e urgenti, in quanto il loro impatto distruttivo sulla natura ha superato ampiamente i ritmi e le possibilità di rigenerazione del nostro pianeta, spingendo verso drastici peggioramenti l’intera vita sulla Terra. Allo stesso tempo, l’attuale modo di produzione e consumo economico globale causa, ogni giorno di più, disuguaglianze e marginalità, usando guerre e conflitti per mantenere intatto lo status quo globale. È necessario introdurre, e con urgenza, azioni forti di contrasto a questo sistema, non nel senso di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici, in una sorta di individuale resilienza; quanto nel senso di una critica, robusta quanto lo è la Ragione del Capitale, di una trasformazione, un superamento del modello culturale dominante anche in campo educativo, che ne è allo stesso tempo radice, veicolo legittimante e vittima.

È da almeno un quarto di secolo che nella scuola molto si parla di ambiente e di sostenibilità senza, ad essere intellettualmente onesti, minimamente intaccare il paradigma dominante e senza mai mettere in discussione i fondamenti di un sistema economico-sociale che è causa e fattore delle crisi sempre più emergenziali. L’idea che l’educazione ambientale debba ridursi all’ennesima “educazione”, giustapposta in maniera episodica alle discipline “serie” è un tragico errore: rischia il confino in una riserva indiana dove si insegna a fare una corretta raccolta differenziata o a piantumare radicchio nell’orticello della scuola. Cose belle e importanti ma che non spostano nulla in termini di consapevolezza generale e di trasformazione culturale. Cosa è dunque necessario intendere quando si parla di educazione al sostenibile (aggettivo e sostantivo) mentre vorremmo un approccio educativo fondato in maniera piena su un’idea di ecologia che possa definirsi integrale? Ci può venire incontro, nella ricerca di una risposta, il grande Chico Mendes, eroe e martire della militanza in difesa della Natura. Per Chico, ucciso dai latifondisti per le sue lotte in difesa dei lavoratori rurali e contro il disboscamento dell’Amazzonia, l’ambientalismo senza giustizia sociale non è altro che puro giardinaggio. Niente contro il giardinaggio, intendiamoci, ma la Scuola dovrebbe porsi obiettivi ambiziosi e un orizzonte più ampio del piccolo cabotaggio.

Affinché l’educazione ecologica, o, meglio, l’ecopedagogia, sia parte fondante di questo processo, è necessario che essa non venga ridotta a mera materia di istruzione, per quanto trasversale. Che sia visionaria, un’utopia, come arte del camminare, che sia approccio sistemico a problemi che coinvolgono la formazione della persona nel suo rapporto con gli altri e con il mondo, una sorta di grimaldello per la rifondazione complessiva degli assetti curriculari delle materie oggi insegnate. La Scuola deve mirare alla formazione della persona, a un’educazione ecologica e sociale trasformatrice, caratterizzata da un approccio scientifico, letterario e artistico che, superando la parcellizzazione delle discipline e del loro correlato in materie curricolari, vada verso un sapere connettivo. Meglio ancora, e più propriamente, verso saperi plurali, capaci di promuovere la conoscenza delle interrelazioni dell’ecosistema e di generare una coscienza civica e critica consapevole della complessità delle sfide presenti. In questo senso il concetto di ecologia integrale è fondante, poiché tiene insieme la cura degli ecosistemi, la giustizia sociale ed economica, la tutela degli ultimi, lo sguardo altro da quello del potere. E che, soprattutto, cerca di contrapporsi a quell’idea di sostenibilità così come è andata affermandosi negli ultimi decenni, ripetiamo, con il solo scopo di preservare lo stato attuale, non rinunciando a nessuno dei principi che hanno condotto l’umanità di fronte ad una crisi ecologica e sociale gravissima.

MODERATORE:

Piero De Luca, Dirigente Scolastico IC “Sauro Errico Pascoli” di Napoli

RELATORI:

  • Claudia Pecoraro, assessore all’Ambiente, alle Politiche abitative, alle Pari opportunità
  • Renata Puleo, già Maestra, Direttrice Didattica e Dirigente Scolastica
  • Federico M. Butera, PhD h.c., Professore Emerito, Politecnico di Milano
  • Maria Teresa Imparato, Legambiente
  • Rosella De Luca, dirigente scolastico Liceo “Bonaventura-Rescigno” di Roccapiemonte